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Il catalogo "Una casa per l'arte" Di Dalmazio Ambrosioni, giornalista e critico d'arte Patrizio Patelli sarebbe sicuramente felice di questa iniziativa culturale, che vede riuniti affetti e amicizie. Lo sarebbe perché fondamentalmente la Fondazione e la sua attività nascono da uno spunto "agonistico". Costituiscono una sfida, una bella sfida, e a lui le sfide piacevano molto, anzi considerava la vita come una vera grande sfida, dove ognuno dovesse mettersi in discussione, confrontarsi e verificarsi per ripartire con stimoli e motivazioni nuove. Ugualmente sarebbe stato ben felice di accogliere questi altri nuovi amici, tutti impegnati in questo ideale confronto, volto a far sì che la memoria non rimanga come un fiore che subisce il tempo, ma trovi nuova freschezza nella continuità dei rapporti e nello sviluppo di nuove idee. Allora è giusto rammentare che, proprio quando un'iniziativa d'arte nasce da motivi ideali, non può rimanere un'idea astratta, un desiderio lanciato nel cielo. Deve trovare un attento, sensibile e ben valutato radicamento nell'animo delle persone e nel territorio. Deve trovare una configurazione, un modo per nascere e per svilupparsi, un programma organizzato che le assicuri la possibilità di continuare, moltiplicare ad esaltare le ragioni ideali, senza le quali perderebbe il suo senso. Da questa prospettiva, la scelta di prevedere un futuro di tipo culturale alla Fondazione si preannuncia come decisiva. Perché nulla, come la cultura, nasce e si sviluppa, e al fine coinvolge, l'insieme delle ragioni di un territorio. E' proprio quanto, più di altro, qualifica il modo di essere. E' il biglietto da visita, è quanto dice: ecco, noi siamo questo, veniamo da questo indirizzo e andiamo in questa direzione. In ogni caso è necessaria una concretezza di fondo, costituita da punti di riferimento solidi, dai quali possa prendere le mosse quello slancio ideale senza il quale qualsiasi iniziativa avrebbe il fiato corto. Proprio partendo da questa certezza, la Fondazione Patelli ha lanciato un appello agli artisti della Svizzera Italiana. Hanno risposto in coro, non solo in uno slancio di generosità, ma ancor più in una convergenza di impegni che lascia senza fiato, stupisce e conforta. Se scorriamo l'elenco, il lungo elenco di chi vi ha aderito, vediamo in pratica la presenza di un'ampia e significativa porzione delle voci d'espressione artistica nel panorama culturale della Svizzera Italiana. Come se fosse un punto d'onore l'esserci, il partecipare a questa impresa con il proprio contributo, anzi il proprio dono, recuperando un concetto che la nostra società va ahimé perdendo. Scarica il testo integrale (.pdf 27 kb) Le opere donate sono in vendita, come pure il catalogo, che puo' essere ordinato via email al prezzo di fr. 55.-- piu' spese di spedizione. Il ricavato delle vendite sia delle opere, sia del catalogo, è interamente devoluto alla Fondazione.
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| In oltre 250 pagine interamente illustrate, il catalogo "Una casa per l'arte" riassume le opere donate alla Fondazione Patrizio Patelli, in occasione della sua costituzione, da oltre un centinaio di artisti della Svizzera italiana compresi nei due estremi alfabetici costituiti da Nag Arnoldi e Marco Massimo Verzasconi. Pubblicato in 1000 copie nel 2004, "Una casa per l'arte" moltiplica e valorizza gli scopi dell'attività socio-assistenziale della Fondazione e si pone come prezioso documento sul panorama artistico e culturale della Svizzera italiana. |
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"Una casa per l'arte" è anche un omaggio della signora Warda Blèser-Bircher alla Fondazione: il suo generoso contributo ha infatti reso possibile la pubblicazione di quest'opera, testimonianza concreta del suo attaccamento al Ticino. Foto © Reza Khatir.
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